Harakiri Con Esse YAMAHA

62ea79_b51bf3d3ec8a4e1e8ebe64bae426722b-mv2.png

Voce: Elisa Bonazzi          Testo: Mario Brucato

Ventisette anni, occhiali tondi e sguardo vitreo,
era diventato un musicista perché il suo spirito gli aveva detto così.
Non un attimo di ripensamento, dopo la scuola
dritto dentro una cella da frate a studiare Mozart e Vivaldi,
fagotto attaccato al collo,
sapore di canna in bocca.
Primeggiava tra tutti anche tra i più grandi,
ma adesso il suo spirito è un nebuloso spettro
disciolto dal corpo decapitato e trafitto da un’ Esse d’argento.
La domanda che gli chiedevano tutti era:
“a cosa serve la musica”?
a….a….
“A un cazzo”, gli disse il vicino di casa snervato da gli studi.
“A sollazzarci”, gli disse la ragazza da gli appoggi facili.
“A vendere”, gli disse il discografico uomo senza anima ma animale volgare e amorfo!
-“Meglio la morte corporale che vendere lo spirito al diavolo distruttore!”- mi disse;
e come uomo di parola qual’era l’accompagnai al suo ultimo atto.
Harakiri con Esse Yamaha, assisto io, e il mio atto di amore.
Entra con forza a sinistra della pancia,
sgorga sangue anche giù per il tubo metallico,
-“aspetta che lo spingo a destra”-,
sangue sulla lingua, e rosso il pavimento.
Vedo budella srotolarsi alle ginocchia sue, Clemens, caro Clemens.
Presto finisce il tuo dolore quando ti calo il coltello da ance sulla nuca pulita e curva.
Ti poso accanto il tuo fagotto, ora siete liberi!
Il mio esilio invece sarà la mia mente, ultimo eremo,
luogo dove non scapperò fino alla morte corporale.